Raffaele Lombardo su La 7 batte i giornalisti dieci a zero: ha ragione lui o sono scarsi loro?

Lombardo, presidente di una Sicilia secondo alcuni a rischio bancarotta, si mangia in un sol boccone Filippo Facci e Sergio Rizzo. Le grandi firme del giornalismo italiano sono tutto fumo e niente arrosto?

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Ha ragione Antonio Lo Nardo, autore del blog L'angolino, a scrivere su Facebook che ieri il governatore siciliano Lombardo, invitato a In Onda di Facci e Lusenti con ospite il Rizzo autore de La Casta, si sia mangiato in un sol boccone i suoi agguerriti, almeno sulla carta, interlocutori. Insomma, almeno nel caso di Filippo Facci - che scrive su un giornale che ha fatto della campagna contro gli sprechi della Sicilia un tormentone - e di Sergio Rizzo, parliamo di due tra le firme più informate e mordaci della stampa italiana.

E invece, chi non ci crede si guardi qua il filmato, il governatore siculo ha smontato ogni addebito e ogni accusa, uscendo dall'incontro come un trionfatore e una sorta di statista illuminato, tanto da far nascere la voglia, nel telespettatore più suggestionabile, di  prenderlo e metterlo al posto di Monti per salvare l'Italia, altro che Sicilia come la Grecia!


Sarà davvero così? Improbabile, ma delle due l'una: o Lombardo è un perseguitato politico e sulla Sicilia si è esagerato oltremodo nel dipingere scenari foschi e imminenti disastri, o anche i migliori giornalisti italiani sono più fumo che arrosto, hanno cioè una conoscenza superficiale delle cose e una vecchia volpe come il governatore siciliano, che certi meccanismi amministra e conosce a menadito, li mette nel sacco quando e come vuole.


(In alto: Lombrado, fonte: Infophoto).

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