Il buio oltre la siepe: la vendetta di un capolavoro sulla scuola che insegna a odiare i libri

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Frugando in cantina scopro un vecchio testo di narrativa delle scuole medie, Il buio oltre la siepe di Harper Lee. Un capolavoro assoluto, intenso ed emozionante, che la scuola mi aveva insegnato a odiare

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La settimana scorsa frugo in cantina tra vecchi scatoloni e mi ritrovo tra le mani un libro delle scuole medie, il cosiddetto testo di narrativa (per una volta a settimana, durante le ore di italiano, ci facevano leggere un romanzo). Si tratta del Buio oltre la siepe di Harper Lee, in edizione scolastica molto malconcia, che la mia professoressa di allora adottò per il corso della seconda media.

Purtroppo per me, a quei tempi ero abbastanza allergico ai libri. Non che non mi incuriosissero, ma ogni volta che tentavo di cominciare uno dei tanti romanzi che mi suggeriva mia madre, dopo qualche pagina, avvertivo come una sorta di barriera che mi impediva di proseguire. Eppure quel libro, quello della Lee, in qualche modo mi era rimasto impresso nella mente. Lo osservo con curiosità e decido di rileggermelo, in una nuova edizione, qualcosa come 24 anni dopo.

To Kill A Mockingbird (titolo originale de Il buio oltre la siepe, invenzione insipida del traduttore italiano) non lo scopro certo io: è uno dei grandi classici della letteratura statunitense, peraltro uno dei romanzi preferiti dal presidente Obama. Ed è anche il modello di ispirazione e riferimento di tante storie americane sulla segregazione razziale degli Usa, storie che fin da piccoli abbiamo imparato ad amare, al cinema o di fronte alla tv, e che ci hanno insegnato quanto sia abietto e soprattutto insensato il razzismo.

Ma il romanzo della Lee non è semplicemente una storia contro il razzismo, è molto di più: è un romanzo di formazione, un racconto sull’infanzia e l’adolescenza con le sue conquiste e la sua magia, un giallo (oggi si direbbe un legal thriller) con al centro un caso di presunta violenza carnale, un affascinante resoconto del profondo sud degli Stati Uniti di quasi un secolo fa e - soprattutto - un capolavoro capace, come solo i grandi romanzi sanno fare, di catapultarti dentro il suo mondo e di farti vivere un’esperienza fuori dal comune.

Dopo averlo finito in due giorni, mi sono chiesto come abbia fatto una storia così affascinante a non farmi nascere l’amore per la lettura (che arriverà comunque l’anno successivo). Sfogliando il testo scolastico del romanzo, mi sono subito accorto del motivo: le note fitte e asfissianti che pretendono di spiegare qualsiasi cosa, la vandalica censura al racconto che deve essere “adattato” agli studenti e quindi mutilato e le mortali schede di lettura di fine capitolo, geniale stratagemma per insegnare agli studenti a odiare la letteratura.

Con domande di questo tipo: in quale fascia climatica rientra lo stato dell’Alabama? O ancora: disegna la casa dei Radley seguendo la descrizione delle pagine 30, 31 e 32. Oppure, e non scherzo: ricerca notizie sulla rabbia e sulla vaccinazione antirabbica. Tutto questo perché nel libro, a un certo punto, si parla di un cane rabbioso. Ah, che disdetta non avere avuto un professore stile Robin Williams dell’Attimo fuggente, che avrebbe immediatamente ordinato all’intera classe di strappare tutta quella inutile sovrastruttura didattica al romanzo, come accade in una scena memorabile del film.

Ma voi non fatevi fregare: riprendetevi i libri che la scuola vi ha insegnato a odiare, potreste scoprire un tesoro.

(In alto: una scena tratta dal film L’attimo fuggente).

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  • nickname Commento numero 1 su Il buio oltre la siepe: la vendetta di un capolavoro sulla scuola che insegna a odiare i libri

    Posted by: Carlo Calabrò

    Fu anche il mio libro di narrativa alle medie, e io lo amai subito, sopportando con cristiana rassegnazione le schede di lettura e le altre sovrastrutture. Penso che la bellezza del testo alla fine prevalga su tutto, certo bisogna anche essere predisposti all\'amore per la lettura, come lo ero io, mentre gli altri vanno aiutati ad avvicinarsi ai libri. Scritto il Date —