Strage Denver: cinema, tv e videogames ci rendono violenti?

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La strage alla prima di Batman in Colorado riaccende le polemiche sulla cattiva influenza del cinema e della tv sul pubblico: la violenza sullo schermo ci rende violenti? Non tutti gli studiosi sono d'accordo.

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La strage di Denver alla prima del film su Batman, nel triste e purtroppo consueto scenario americano del killer esaltato che spara all’impazzata sulla folla, ha riacceso le riflessioni e le polemiche sulla cattiva influenza dell’intrattenimento per immagini (cinema, tv, videogiochi) sul pubblico, e in particolare sugli spettatori più fragili. Sul banco degli accusati, ovviamente, i contenuti violenti di film e telefilm, compreso - per forza di cose - l’eroe pipistrello.

Nonostante i fiumi d’inchiostro scritti a riguardo, pochi sanno di cosa parlano. Su un dato comunque si può essere d’accordo: la violenza, nel grande come nel piccolo schermo, è sovrarappresentata e occupa gli spazi più diversi. Si è calcolato che l’80% dei telefilm contiene scene di violenza, e che queste si ripresentano in media circa sette-otto volte ogni ora. Per non parlare dei videogiochi, dove tra sparatorie, guerre e arti marziali non si può certo dire che ci sia una grande attenzione al pacifismo.

Allora è tutta colpa dei media? Le tante ricerche condotte non sono mai riuscite a dimostrare un nesso evidente tra esposizione a contenuti violenti e comportamento aggressivo. Certo, la fiction è stracarica di morti ammazzati, ma molti studiosi fanno notare che il pubblico probabilmente è più colpito dai contenuti morali di fondo che caratterizzano le dinamiche all’interno di film e videogiochi: la violenza c’è, ma in genere serve ai buoni per punire i cattivi, ed è questo il messaggio che passa.

E poi c’è dell’altro: il pubblico non è costituito da una massa indifferenziata di idioti, completamente passivi di fronte a ciò che vedono sullo schermo e incapaci di interpretare i messaggi. In altre parole, (quasi) tutti noi capiamo che la violenza rappresentata in Batman, o in qualsiasi altro contesto di intrattenimento, non è reale: è finta, prodotta dalla penna di uno sceneggiatore e dalla mano di un regista per impressionarci, emozionarci, divertirci (come quella dei cartoni animati).

Del resto se guardiamo al passato, possiamo facilmente concludere che le nostre società sono probabilmente le meno violente della storia dell’uomo (a riguardo, consiglio di leggere lo studio di Norbert Elias sul processo di civilizzazione). Oggi le leggi e le regole sociali impongono che ogni genere di conflitto venga risolto senza il ricorso alla violenza, e nella maggior parte dei casi succede proprio così. Prima era molto diverso, il duello e la vendetta privata erano le normali modalità di gestione delle liti. E non c’era neppure Batman, né i videogiochi violenti!

(In alto, il titolo del Daily Mail all’indomani della strage: il killer avrebbe urlato di essere Joker, il cattivo della saga di Batman - fonte: Infophoto).

LINK UTILI:
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  • nickname Commento numero 1 su Strage Denver: cinema, tv e videogames ci rendono violenti?

    Posted by: Lucio Sibilia

    La violenza rappresentata nei film e quella rappresentata o agita nei videogiochi costituisce stimolo all\'adozione di comportamenti violenti. Su questo punto, gli esperti hanno ormai messo da parte ogni controversia; soltanto coloro che hanno un interesse ideologico o economico continuano a negarlo, oppure coloro che sono ignari del problema. Qualunque dubbio prima sollevato al proposito è stato risolto in modo ormai definitivo dalla ricerca psicosociale: tonnellate di studi scientifici hanno mostrato che questi effetti si tendono a mostrarsi anche in soggetti non aggressivi, ma particolarmente vulnerabili agli effetti degli esempi mediatici o virtuali, tra cui vi sono molti giovani. La \"normalizzazione\" della violenza che i film e videogiochi violenti producono è solo uno dei meccanismi con cui tali comportamenti sono facilitati. Il nesso è ormai evidente e innegabile. Ed è sorprendente come questi risultati siano ignorati dal grande pubblico e dai legislatori e la rappresentazione diretta e cruda dei comportamenti violenti sia ancora lecita. Scritto il Date —

 

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