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Beppe Grillo: sì ai matrimoni gay (e umilia il Pd)

Lunedì 16 Luglio 2012, 11:05 in circuiti mediatici di

Le divisioni del Pd e l'apertura di Grillo fanno tornare il tema dei diritti civili, soprattutto rispetto al matrimonio gay, di nuovo sotto i riflettori dei media. Ma l'Italia su certe questioni è un Paese più vicino al Nord Africa che all'Europa

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Il pasticcio all'assemblea del Pd, con una Rosy Bindi in versione talebana che non consente di votare un ordine del giorno sui matrimoni gay, ha avuto quantomeno il merito di riportare sotto la luce dei riflettori dei media e all'attenzione del pubblico la questione dei diritti civili.

Da sempre mortificati nel dibattito politico italiano, negli ultimi anni sono stati letteralmente cancellati dall'agenda politica dalle emergenze legate alla la crisi economica e al lavoro. Come scriveva già negli anni 70-80 Ronald Inglehart, le questioni post-materialistiche, attinenti per esempio alle libertà individuali e all'ecologia, divengono temi di interesse generale solo quando i problemi materiali, legati al benessere economico e all'occupazione, sono stati risolti.

Sulla divisione all'interno dei democratici si è poi inserito Beppe Grillo, che in verità sui temi dei diritti civili e degli omosessuali aveva sempre nicchiato, per dare il proprio convinto benestare alle nozze gay, ironizzando facilmente sull'arretratezza culturale del Pd e il clericalismo della Bindi.

Da notare che l'intervento del guru dei Cinque stelle non è stato accolto, come spesso gli succede, da una unanimità di applausi. Sulla pagina Facebook del comico per esempio, di fronte a un consenso comunque molto robusto, si sono levate anche voci contrarie e persino qualche sfuriata omofoba.

Vien da domandarsi come mai in Italia questo tema divida tanto e incontri delle resistenze così forti, se si pensa che negli altri grandi paesi europei - vedi Inghilterra, Germania, Francia, Spagna eccetera - i provvedimenti per il riconoscimento giuridico delle coppie di fatto, etero e omosessuali, sono passati quasi senza che se ne discutesse e con un consenso tendenzialmente bipartisan. Per chiarire, tanto Merkel in Germania quanto Cameron in Inghilterra non si sognerebbero mai di fare marcia indietro sui diritti degli omosessuali.

Ma noi siamo il Paese che non ha mai avuto una vera sinistra liberale (e continua a non averla) e che si deve tenere una destra populista e reazionaria, siamo il Paese del Vaticano e dell'intolleranza cattolica, siamo un Paese, per molti versi, ancora fermo a una cultura più rurale che urbana, più vicina al Nord Africa che al Nord Europa. Insomma, c'è ancora molta strada da fare.

(In foto Rosy Bindi, fonte Infophoto).

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5 commenti
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16 Lug 2012
alle 21:02

Peppino Salvarola

...mi scuso per le maiuscole

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16 Lug 2012
alle 20:59

Peppino Salvarola

GUITTO marcare il territorio : Grillo esprime i suoi concetti in chiave satirica ,facendosi comprendere da giovani progressisti e non più giovani. il guitto è ed è stato berlus...che ha fatto ridere tutto il mondo a nostre spese esprimendo la sua comicità demenziale dagli esiti catastrofici .Guitto è Bersani che cerca alleanze con democristiani rinnegati ,con amici garantisti dei "VASA VASA".

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16 Lug 2012
alle 20:34

Peppino Salvarola

non vi terrorizza il pensiero che nel 2012 (quasi ..13) in uno stato civile democratico occidentale ,ancora si discuta di DIRITTI CIVILI !? Non sono anticlericale però sono convintissimo che i cattolici siano una tremenda zavorra per il progresso sociale ,culturale e di conseguenza economico di questa nazione.

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16 Lug 2012
alle 11:46

Riccardo Spiga

Antonio, ti assicuro che le tue perplessità su Grillo sono - almeno in parte - anche le mie. Sul Pd però più che perplessità ho certezze (negative): su questi temi si discute da anni ma poi non si decide mai, a causa della robusta minoranza(?) di conservatori all'interno del partito. Ma soprattutto, parliamoci chiaro, la prossima alleanza elettorale con Casini metterà fine a qualsiasi proposito riformista su questi temi: insomma si discute ma non si farà nulla. Come al solito.

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16 Lug 2012
alle 11:20

Antonio Lo Nardo

Non mi pare il caso di galvanizzarsi per le sparate estemporanee di Beppe Grillo, frutto esclusivamente del suo desiderio di "marcare il territorio mediatico". Meglio un PD che discute, che si dilania, che litiga, piuttosto che gli umori cangianti di un guitto che, senza interpellare nessuno, passa disinvoltamente dal "buson" urlato alla piazza di Bologna, al disgusto per rifondazione che "candida un travestito", e infine alla recente conversione pro-gay. Mi spiace, ma non fa per me.


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