Alla fine arriva mamma: l'effetto nostalgia per quel che prometteva il nuovo millennio

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Alla fine arriva mamma su Mediaset premium e Sky, l'erede di Friends che ci parla del nostro dolce passato prossimo

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Alla fine arriva mamma, titolo italiano e un po’ bamboccione della sitcom Usa How I Met Your Mother, da noi va in onda sulla tv a pagamento (tra Mediaset premium e Sky), mentre in America - dove è un po’ vista come l’erede naturale di Friends - sta bruciando tutti i record d’ascolto (siamo arrivati ai dieci milioni di fan).

La storia è ambientata nella New York prima dell’attentato alle Torri Gemelle e rivive grazie alle parole del protagonista, che nel 2030 racconta ai figli come ha conosciuto la loro madre (e molte altre cose, che riguardano soprattutto il suo gruppo d’amici trentenni).

A parte la qualità artistica della serie, secondo me simpatica ma non travolgente e lontana dal suo modello di riferimento, ciò che colpisce è come il pubblico americano abbia gradito un’operazione nostalgia - perché in parte di questo si tratta - che riguarda un passato così prossimo, quello appunto dell’inizio millennio. Ma non è difficile a intendersi: ossessionati dalla paura della crisi economica, con una guerra drammatica e fallimentare alle spalle e un futuro sempre più incerto, il pubblico non può che ricordare con piacere quel 2000 pieno di illusioni e speranze, che sembrava promettere tanto e poi ha mantenuto così poco.

Del resto anche in Italia e in generale un po’ ovunque le operazioni nostalgia non mancano, dalla tv al cinema. Forse mai come in questo periodo, nella nostra storia recente, preferiamo rivolgere i nostri pensieri e la nostra voglia di evasione al passato piuttosto che al futuro. Prima non era così: negli anni 60 e 70 si progettava di costruire un mondo nuovo, negli anni 80 ci si cullava in un presente di benessere che si immaginava destinato a replicarsi in eterno, e nei 90 si sognavano le straordinarie conquiste del nuovo millennio.

Oggi che nel nuovo millennio ci siamo, e che quello che vediamo non ci piace neppure un po’ e nulla sembra riuscire a farci immaginare un futuro radioso, rivolgiamo la testa all’indietro. Non voglio dire che sia giusto o sbagliato, né mettermi a fare un predicozzo sulla necessità di affrontare il presente e cose di questo genere, ma senza dubbio tutto questo dice molto del nostro tempo e del nostro stato d’animo.

(In alto tre protagonisti della serie, da sinistra: Jason Segel, Cobie Smulders, Josh Radnor - fonte: Infophoto).

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