Italia-Irlanda e l'ossessione del biscotto (ovvero il vittimismo dei perdenti)

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In questi giorni di avvicinamento a Italia-Irlanda non si fa che parlare di biscotto dei nostri avversari: ma il vittimismo è l'ultimo rifugio degli immorali e dei perdenti!

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In questi giorni di avvicinamento a Italia-Irlanda, ultima e decisiva partita degli azzurri per accedere ai quarti di finale di Euro 2012, nell’informazione sportiva non si fa altro che parlare del possibile biscotto dei nostri avversari (tradotto, pareggio combinato tra Croazia e Spagna che permetterebbe alle due nazionali di passare il turno e rispedire la squadra di Prandelli a casa).

Come ha ben detto Michele Serra “è tipico degli immorali essere anche vittimisti: la colpa è sempre degli altri”. In altre parole, per tutto il movimento calcistico italiano - e ci mettiamo dentro anche la stampa specializzata, ben lungi dall’essere esente da colpe - siccome è normale barcamenarsi tra truffe e partite combinate, è impensabile non immaginarsi un imbroglio dietro Spagna-Croazia. Proprio perché noi, al posto di slavi e iberici, non ci penseremmo due volte a tramare per un pareggio di comodo. Come ebbe a dire il nostro valoroso capitano Gigi Buffon, abbracciato dal presidente Napolitano manco fosse un eroe della patria, “a volte sono meglio due feriti che un morto”.

Io però completerei la riflessione di Serra, aggiungendo che il vittimismo è tipico non solo degli immorali, ma anche degli incompetenti. È il rifugio dei perdenti, la scusa di chi ha fallito, la consolazione dei mediocri: non ce l’ho fatta, ma non è colpa mia, son gli altri che sono cattivi e se la prendono con me. Anche questo atteggiamento dentro il calcio italiano, ma direi in generale all’interno del nostro costume nazionale, ci sta tutto. Giusto per fare un esempio, vi ricordate del mondiale in Corea e Giappone? Mesi a parlare dell’arbitro Moreno per mascherare le colpe e i limiti di una squadra ridicola, senza gioco e idee, forse una delle più brutte nazionali mai viste in campo.

C’è solo da sperare che i ragazzi di Prandelli non si adagino del tutto sul discorso del biscotto e provino (almeno provino!) a battere l’Irlanda. Perché, visto come stanno le cose, non si fa troppa fatica ad immaginare una Spagna vincente contro i croati e un’Italia che non riesce a firmare la sua prima vittoria all’Europeo e si elimina da sola, senza l’ombra di un fantomatico biscotto che manderebbe assolti (per la stampa e i tifosi nostrani) tutti gli azzurri.

(In alto: l’ultimo allenamento degli azzurri prima della sfida con l’Irlanda di questa sera; fonte: Infophoto).

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