Beppe Grillo contro Santoro, Lerner e la casta dei giornalisti tv (con qualche buona ragione)

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Beppe Grillo dal suo blog attacca Santoro, Lerner, Annunziata, Gruber e tutti i big della tv "costretti a intervistarsi tra loro e scambiarsi opinioni di cui non frega nulla a nessuno". I primi due replicano al comico, ma non convincono.

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Beppe Grillo dal suo blog torna ad attaccare i giornalisti televisivi e non ci va certo leggero: “Il loro lavoro di portavoci e anfitrioni, finora, lo hanno svolto egregiamente, hanno trasformato personaggi come Lupi, Formigoni, Alfano, Veltroni, Alemanno, Fini in giganti della politica. Li hanno tenuti in vita. In caso di difficoltà sono puntualmente accorsi, premurosi come crocerossine, a portargli la flebo. I partiti ora muoiono, cadono come foglie d’autunno. I conduttori sono animali domestici (pappagalli?) dimenticati dal padrone dopo un trasloco. I loro studi, dove hanno manipolato per decenni l’opinione pubblica, sono spogli, tristi. I partiti vi inviano figure di secondo piano, per fare presenza. I conduttori sono costretti a intervistarsi tra di loro, a scambiarsi opinioni di cui non frega niente a nessuno. Santoro intervista Lerner. La Annunziata intervista Santoro. La Gruber intervista Mieli. Hanno inventato l’informazione a ciclo chiuso“.

Diciamolo, qua Grillo tocca un nervo scoperto, affrontato più volte anche su questo blog. Al di là delle ovvie differenze tra un Vespa e un Santoro, è innegabile questa autoreferenzialità del giornalismo italiano, che a volte sembra fare un tutt’uno con la casta dei politici. Perché parliamo fondamentalmente dello stesso ambiente, della stessa elite culturale in cui i ruoli tra giornalista e politico sono interscambiabili e i passaggi da un fronte all’altro sono all’ordine del giorno. In cui le amicizie, i fitti rapporti personali, le conoscenze di lungo corso, a volte la comune militanza politica, inquinano una dialettica che dovrebbe articolarsi tra controllati e controllori, non tra compagni di merende.

Allo stesso tempo poi il circolo esclusivo dei big dell’informazione, degli opinion leader che occupano tutti gli spazi dell’approfondimento televisivo (o perché conduttori di una trasmissione o perché perenni invitati in quelle dei colleghi), appare un gruppo chiuso che - al di là delle diverse idee politiche - riesce a monopolizzare l’informazione, escludere le voci nuove e difendere la propria posizione di dominio. Volenti o nolenti, consapevoli o meno (ma direi consapevolissimi), i nomi citati dal leader del M5S, insieme a tanti altri, fanno parte di una casta forse ancora più potente di quella, almeno apparentemente in declino, dei politici. Ecco perché le repliche di Santoro e Lerner al discorso di Grillo appaiono deboli. E tutte giocate in difesa.

(Foto - Infophoto).

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  • nickname Commento numero 1 su Beppe Grillo contro Santoro, Lerner e la casta dei giornalisti tv (con qualche buona ragione)

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    Detto (come giustamente fai) che Santoro non è Vespa eccetera, fatti tutti i necessari distinguo, è innegabile che chi si sarebbe dovuto occupare di informare sia complice di questa classe politica e di tutto ciò che ha causato.  Siamo pieni di personaggi tenuti in vita esclusivamente dai giornalisti. Cosa sarebbe la Santanchè senza i programmi di (presunto) dibattito politico dove andare ad urlare? E la Mussolini? E Gasparri? E potrei andare avanti all\'infinito o quasi. Questa gente più che di fare informazione si è proccupata di avere in studio il personaggio che le sparasse grosse. Niente a che vedere con l\'informazione. Il che spiega secondo me il risentimento di Santoro. Tutto il suo problema è che nessuno del M5S va in trasmissione da lui (e da nessun altro). Non può avere i personaggi del momento e gli rode. Detto da uno invita la Ferilli poi... Scritto il Date —