Festa della Donna: la serie sulla violenza in famiglia bloccata da Rai e i dubbi sulla tv educativa

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Per l'8 Marzo le parlamentari della maggioranza chiedono alla Rai di trasmettere la serie "Troppo amore", che affronta il tema della violenza contro le donne

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Le parlamentari del Partito democratico, insieme a molte colleghe dell’ex opposizione come Mara Carfagna e Giulia Bongiorno, hanno firmato un’interrogazione al ministro Fornero affinché solleciti la Rai a mandare in onda la serie Troppo amore, quattro film tv firmati da registi del calibro di Liliana Cavani e Margarethe Von Trotta, che raccontano storie di ordinaria violenza sulle donne. C’è chi si augura che il primo episodio vada in onda domani, in concomitanza con la Festa della donna, anche se ormai sembra troppo tardi per cambiare i palinsesti.

Ignoro per quali ragioni la Rai non abbia ancora provveduto a trasmettere la serie, ma è una costante della tv di stato quella di boicottare i suoi prodotti migliori, ammesso che questo lo sia e ce lo auguriamo tutti. Quindi sottoscrivo la protesta della parlamentari democratiche, ma - se mi è permesso - con uno spirito un po’ diverso. Perché le protagoniste dell’iniziativa insistono soprattutto sull’opera di sensibilizzazione che i quattro film citati potrebbero avere sul pubblico, e io diffido sempre dell’arte usata come strumento di propaganda, anche di quella con le intenzioni migliori e più lodevoli.

Perché i film, come i libri o qualsiasi altra opera artistica, studiati a tavolino per lanciare dei messaggi sono sempre dei pessimi film, e mi auguro che non sia il caso di Troppo amore. L’arte non è fatta per raccontare il giusto o il buono, l’arte racconta e basta e risponde a dei criteri estetici e non morali. Con l’etica ha un rapporto ambiguo e non sempre lineare e, certo, spesso può trasmettere dei messaggi positivi, ma in modo non programmato e differente a seconda dei destinatari. Se i film di Cavani e colleghe sono delle belle opere, chiediamo che vengano mandati in onda per questo, evitando di etichettarli come “film contro la violenza sulle donne”. Gli faremo un pessimo servizio.

(In alto: Mara Carfagna, tra le firmatarie dell’interrogazione al ministro Fornero; fonte: infophoto).

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