La TV che cambia il mondo
Nella prossima edizione di Miss Italia le ragazze saranno vestite con abiti d'alta moda, niente più bikini, dice Patrizia Mirigliani. Ma è davvero questo il problema?
Per la prossima edizione di Miss Italia scordatevi le ragazze in bikini, parola di Patrizia Mirigliani - erede dinastica del concorso di bellezza più celebre del Belpaese - la quale pare in procinto di compiere una mini-rivoluzione. Ad ispirarla, per sua stessa ammissione, sono state le parole del ministro Elsa Forneno, in realtà le solite quattro banalità ripetute da tutti (e messe in pratica da nessuno) sulla mercificazione del corpo della donna in televisione.
Comunque, sarebbe ingeneroso non apprezzare la buona volontà della Mirigliani, anche perché la reazione del pubblico di fronte alle miss vestite è tutta da verificare. Poi, per quanto mi riguarda e come ho più volte ripetuto, il problema non sta tanto nei centimetri di pelle coperti o esposti. Certo, l'immagine - del resto tipica di ogni concorso di bellezza - di un esercito di giovani concorrenti in costume da bagno, esaminate da vecchie signore altezzose o da anziani uomini incravattati, comunica sempre la sgradevole sensazione di un mercato delle vacche. Ma mettendo un abito d'alta moda al posto del bikini siamo sicuri che cambi qualcosa di sostanziale?
Insomma, il succo dello spettacolo resta sempre quello: delle ragazzine appena maggiorenni che vengono giudicate per la rotondità del culo e la lunghezza della coscia da una giuria di presunti esperti (tutti adulti). Un premio, appunto, al modello di bellezza mediatico, che nell'epoca dei talent show - dove almeno si tentano di premiare le qualità artistiche dei concorrenti - appare un residuato del secolo scorso. Forse, più che cambiare abbigliamento alle miss, è venuta l'ora di chiudere definitivamente il sipario.
Ma una via di mezzo no? La vita è fatta di sfumature, non solo di bianco e nero. Le due cose (abiti eleganti e bikini) in un concorso di bellezza possono tranquillamente convivere. Poi io penso che il rispetto verso la donna non debba andare a sconfinare nel bigottismo e nel femminismo ottuso: un bel corpo femminile è una gioia per gli occhi, così come lo è, assolutamente, un bel corpo maschile.
Si tratta di spettacolo, e nello spettacolo qualche centimetro di pelle scoperta esiste dalla notte dei tempi senza che nessuno di buon senso se ne scandalizzi: chiaro, ci vogliono misura e decoro, e queste misure negli ultimi anni sono state troppo spesso abbondantemente superate a livello televisivo, è innegabile. Ma con più equilibrio e rispetto per la donna, penso che questi concorsi possano continuare a vivere, riveduti e corretti, valorizzando bellezza fisica e talento. L'alchimia ideale tra le due cose gli organizzatori non l'hanno ancora trovata, ma non è impossibile. E credo anche che certi eventi non vadano poi presi troppo sul serio, non vadano caricati di significati che non hanno. Sono gare faticose ma divertenti, che se ti va bene ti si possono aprire spiragli professionali interessanti, se ti va male hai fatto comunque un'esperienza diversa dal solito, tutto qui.
Diciamo che la sostanza non cambia, ma se non altro l'immagine della miss guadagna qualche punto essendo vestita magari in maniera elegante.
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alle 16:59
Riccardo Spiga
Carlo, cercare di valorizzare bellezza e talento mi sembra una buona strada. Staremo a vedere.