La TV che cambia il mondo
Le operazioni spettacolari dell'Agenzia delle entrate a Milano e Cortina non risolvono il problema dell'evasione fiscale, ma servono proprio per il loro impatto mediatico sul pubblico
Il vero e proprio blitz di Capodanno degli uomini dell'Agenzia delle entrate a Cortina, con quasi cento uomini impegnati a verificare tutti i conti di decine di esercizi commerciali, è stato replicato lo scorso fine settimana a Milano, prima nei locali della movida e poi nei principali negozi del centro. Come al solito i dati sono desolanti, tra evasione massiccia e lavoro in nero, e da soli bastano a mettere a tacere le finte anime belle che blaterano a vanvera su privacy e stato di polizia.
Poi certo, non sono queste "retate" da trailer cinematografico che possono aggiustare i conti e risolvere il cancro dell'evasione fiscale; come ha spiegato lo stesso Befera - direttore dell'Agenzia delle entrate - l'utilità principale di operazioni come quelle di Cortina e Milano risiede nella loro valenza simbolica, nella funzione di monito che riescono a svolgere grazie alla visibilità mediatica che sono in grado di conquistare presso tv e giornali.
Una utilità che non va assolutamente sottovalutata. I comportamenti economici, come si insegna fin dalla prima lezione all'università, sono fortemente condizionati dalle aspettative e dalle previsioni - non importa quanto razionali o fondate - degli operatori: una semplice voce, se credibile e presa per buona, può provocare un disastro sulle borse di mezzo mondo o, al contrario, un boom imprevedibile. Tornando alle tasse, nelle due occasioni in cui il centrosinistra è salito al potere dopo la ricreazione berlusconiana, i dati del Tesoro hanno immediatamente fatto registrare un aumento delle entrare (perché appunto il contribuente, da Prodi e Visco, si aspettava un piglio del tutto differente nella lotta all'evasione).
E allora ben vengano i blitz in stile Cortina o Milano, ben vengano le storielle esemplari sui poveracci in Suv e con lo yacht attraccato in qualche località esclusiva, ben vengano i titoli dei giornali sugli aumenti iperbolici degli incassi dei negozi sottoposti a controllo. Ben vengano, perché niente come queste operazioni può cominciare a mettere paura a ladri che derubano lo Stato e vivono sulle spalle degli altri. Ché se dobbiamo contare sulla pubblicità progresso e sulla coscienza degli evasori, a cui si cerca di insegnare che le tasse servono per finanziare i servizi pubblici o che dovrebbero rimanere impressionati dall'essere definiti parassiti sociali, allora stiamo freschi!
(In alto, il video dello spot contro gli evasori dell'Agenzia delle entrare).
Link utili:
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