La TV che cambia il mondo
Fabio Volo pubblica un nuovo romanzo, Le prime luci del mattino, e porta al cinema Il giorno in più, tratto da un suo libro del 2006. Molti critici lo stroncano, ma la sua simpatica umiltà lo salva. E non solo quella...
Faccio una premessa: a me Fabio Volo - che pure ho apprezzato e apprezzo come conduttore televisivo, speaker alla radio e attore - come scrittore non piace. Il suo romanzo Il giorno in più - da cui ora è stato tratto un film con Isabella Ragonese - è uno dei pochi libri che in vita mia ho iniziato ma non sono riuscito a concludere, annoiato dalla superficialità dei personaggi e dalla banalità di una filosofia spicciola spacciata per profondità di pensiero e acutezza di osservazione.
Però trovo difficile essere troppo severo nei confronti di Volo, come sono certi critici che storcono il naso di fronte al suo successo. E non perché mi impressionino le copie vendute, mi colpisce invece la placida umiltà dell'autore, che arriva persino a dire - come ha fatto venerdì scorso intervistato dalla Gruber su La 7 - di non sapere bene quale sia la sua professione e di non essere sicuro di potersi considerare uno scrittore. Che detto da uno che ha venduto cinque milioni di copie dei suoi romanzi effettivamente fa un certo effetto.
Qualcuno potrebbe sospettare che si tratti di un atteggiamento un po' forzato e può anche darsi, ma resta il piacevole effetto di una persona di grande successo che riesce a mostrarsi con pudore e modestia, in un mondo dove qualunque idiota che ottenga anche un centesimo del successo di Volo tende invece a considerarsi e a presentarsi come un padrone del mondo, e a rapportarsi al pubblico con quell'atteggiamento odioso da "lei non sa chi sono io", che poi invece è tipico del vip un po' sfigato.
E poi c'è un altro elemento che non può essere sottovalutato. Fabio Volo porta in libreria e avvia al piacere della lettura milioni di giovani che, senza di lui, forse non si sarebbero mai avvicinati ai libri. E si sa come va in questi casi: quando si comincia, quando si prende il vizio - il più bello e salutare del mondo - della lettura, non si smette più, e si possono compiere i percorsi più incredibili e impensabili, che possono portare da Volo a Dostoevskij, per poi magari ritornare anche da Volo e spiccare di nuovo il salto per altri lidi. In assoluta e piena libertà. Vi pare poco?
(In foto: una scena del film Il giorno in più con Fabio Volo e Isabella Ragonese).
Altri link utili:
Fabio Volo, Il giorno in più: trailer e trama del film
Il giorno in più: Fabio Volo indossa Breil
Fabio Volo, Il giorno in più: l'embargo al Torino film festival
Verissimo Petra, ma si sa... anche il cinema va spesso dove c'è il grande pubblico. Per quanto riguarda il volo da Volo a Dostoevskij (scusa il gioco di parole) non disperiamo; è davvero facile - soprattutto da giovani - fare grandi e imprevedibili balzi:)
Non ho mai avuto interesse ad aprire un libro di Fabio Volo, seppur lui non mi sia nemmeno antipatico. I suoi romanzi li vedo in giro soprattutto quando prendo i mezzi pubblici, letti per la stragrande maggioranza da ragazze (sarà un caso ma non ricordo di aver mai visto un uomo). Sinceramente non so quanto leggere Volo faccia poi volare a leggere Dostoevskij, forse ci si sposta più su Moccia. :)
Comunque ciò che mi fa storcere il naso è che da questi romanzetti se ne faccia addirittura un film con lui protagonista, e solo per la popolarità del personaggio. Insomma penso che l’attenzione del cinema meriterebbe di orientarsi su soggetti un po’ più interessanti e di spessore, che la solita banale storiellina d’amore venduta attraverso la faccia di un noto vip televisivo.
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alle 13:28
Paolo Siciliano
Tutto quello che volete, basta che mi lasciate veder la Ragonese.
:)