La TV che cambia il mondo
Non per giocare a fare il ruolo del bastiancontrario e dell'antipatico, ma di questa retorica sull'esame di maturità che ultimamente è stata ammantata anche di una patina di nostalgia e sdolcinatezza, dai film prodotti in serie dopo il successo di "Notte prima degli esami", non se ne può più. Non c'è niente di romantico o struggente nelle prove di maturità, e certamente non rappresentano il passaggio all'età adulta, in un paese dove si trova lavoro a trent'anni e si esce di casa ancora più tardi. Sono semplicemente una gran rottura, fonte di ansia e stress, che spesso uno si porta dietro tutta la vita sotto forma di incubi ricorrenti dove ci si ritrova di fronte alla commissione senza riuscire a spiccicare parola.
E poi vogliamo parlare dei cosiddetti consigli degli esperti che si affollano in tv e nei giornali? Non studiare troppo l'ultimo giorno, provare a distrarsi, idratarsi, non bere troppo caffè e mangiare il giusto, almeno otto ore di sonno, tenere sotto controllo l'ansia eccetera. Qualunque nonna rimbambita saprebbe fare senza dubbio di meglio!
Beh cari studenti, visto che siete capitati qui, qualche consiglio provo a darvelo io. Primo: se pensare di laurearvi il voto di maturità non serve a nulla, dunque andate tranquilli. Se dopo il diploma pensate di cercare lavoro vale più o meno lo stesso discorso: da quando in qua in Italia si scelgono le persone in base al merito? Secondo: piantatela di cercare tracce di temi su internet, dove spesso scrivono persone più asine di voi. E invece di scopiazzare provate a farvi venire uno straccio d'idea un minimo originale, se avete un professore non eccessivamente incapace sarà di sicuro apprezzato. Terzo, scrivete in modo semplice e chiaro, quasi elementare. Periodi brevi, poche subordinate, molte virgole e molti punti. E ora, mi spiegate che diavolo ci fate ancora al computer?
(Nella foto: una scena tratta dal film "Notte prima degli esami", fonte: universinet).
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alle 11:43
Paolo Siciliano
Brutale. ;) In effetti, però, ogni anno è la stessa storia. La cosa buffa è che ti mettono un'ansia pazzesca tutto l'anno, anche a scuola, poi vai lì e non è niente di che (se hai studiato almeno un minimo, ovvio). E' sempre l'attesa che ti frega.