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Ma su politica e tv ha ragione Berlusconi, alla faccia di Beppe Grillo e dei professorini di sinistra

Giovedì 4 Marzo 2010, 10:21 in circuiti mediatici, tv e informazione, tv e politica, tv e potere di
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Chissà se Silvio Berlusconi si è concesso un brindisi per la rimozione di Annozero dai palinsesti della Rai per l'intero mese di campagna elettorale. I bene informati sostengono che sia partito proprio da lui l'ordine di sfruttare il nuovo regolamento sulla par condicio per far fuori Michele Santoro, ordine prontamente eseguito dagli yes-man messi a dirigere la televisione di stato. La conseguente cancellazione di Vespa e Floris sarebbe semplicemente un effetto collaterale, un prezzo da pagare - soprattutto rispetto a Porta a porta - per portare a casa il risultato tanto desiderato: mettere a tacere Santoro.

Molti, anche all'interno dell'entourage del premier, ritengono che Berlusconi si preoccupi eccessivamente per il conduttore di Annozero e che la sua sia diventata quasi un'ossessione. Ma nell'ottica del Cavaliere le elezioni si vincono attraverso il controllo della televisione e chiunque intralci l'informazione monocorde targata Raiset è considerato un pericolo da ridimensionare il prima possibile.

Se volete il ragionamento di Berlusconi è semplice, elementare, quasi grezzo: finché ho le televisioni dalla mia vinco, se qualcuno comincia a farmi il controcanto il mio potere è a rischio. Ma finora questa convinzione ha pagato eccome, e gli intellettuali di sinistra che per quindici anni hanno scritto - spesso a vanvera e senza conoscere i dati - che la televisione non serve a nulla e che il consenso si costruisce sul territorio, sono stati sistematicamente smentiti e sputtanati. Il Cavaliere non sarà capace di grandi elaborazioni teoriche sulla comunicazione politica, ma l'essenziale l'ha capito, alla faccia degli inutili distinguo di tanti professorini progressisti senza arte né parte.

Oggi poi, dalle parti della sinistra movimentista e radical chic va di moda un altro luogo comune, strombazzato anche da quel Beppe Grillo che ormai si atteggia a grande guru e salvatore della patria: che la televisione sia morta e che il consenso politico nasca e si formi su internet. Peccato che i dati dicano che il 70 per cento degli italiani usa come fonte esclusiva o prevalente di informazione politica la vecchia televisione, in particolare i telegiornali, e che solo un misero 10 per cento degli elettori cerca notizie politiche sul web. Ma si sa, l'Italia è piena di gente che filosofeggia sul nulla e che non sa manco leggere una tabella con dei dati percentuali.

Dunque mentre qua noi facciamo della fantascienza sulle potenzialità, certo notevoli, della rete e crediamo di fare opposizione con qualche click su Facebook, il Cavaliere se la ride, continua dopo quindici anni a mantenere un consenso altissimo grazie alle sue tv e mette pure il bavaglio ai pochi giornalisti indipendenti del piccolo schermo. Ma tanto che importa? C'è il blog di Beppe Grillo a salvare la patria.

8
8 commenti
8
07 Mar 2010
alle 09:15

Roberto

Condivido pienamente il concetto relativo al potere persuasivo della televisione soprattutto legato ai tg e ai pseudo programmi di informazione politico-gossippara.                 Sono concorde col fatto che la maggior parte degli italiani sono imbevuti di queste nuove "sensibilità", dimenticando elementi basilari per una vera democrazia: l' equilibrio tra i poteri dello Stato e i vari conflitti di interessi sono le prime cose che mi vengono in mente.                                         L' ossessione verso Santoro, tu lo hai spiegato bene, nasce dal fatto che non si può affermare, per esempio, che forse la ricostruzione dell' Aquila non è stata così come altre "sensibilità" ci hanno raccontato oppure il termovalorizzatore di Acerra non ha risolto i problemi della spazzatura come certa comunicazione ci informa.                                                 Quindi stop a Santoro e Floris, dove sempre le parti politiche sono degnamente rappresentate, penso all' Avv. Ghedini e avanti con Minzolini.

7
05 Mar 2010
alle 09:43

Petra

@ Marco Rossi

Quello che scrivi mi sembra più ciò che sarebbe dovuto essere e che forse era all’inizio, ma che oggi è degenerato in qualcosa di diverso. È Grillo stesso che si sta prendendo davvero troppo sul serio, infatti anche nella creazione del movimento a cinque stelle è molto meno defilato di quanto dovrebbe invece essere. Purtroppo sono in tanti a considerarlo proprio una specie di paladino e capopopolo. Basta andare a leggere i numerosissimi commenti sul suo blog molti addirittura fanatici nei suoi confronti, come se lui insieme ai paladini della verità e della giustizia Travaglio e Di Pietro libereranno l’Italia..

Mi ripeto, alimentare forme di proselitismo per me è negativo.

6
05 Mar 2010
alle 06:59

marco rossi

Non si capisce come molti italiani abbiano additato beppe grillo come capopopolo.Lui non ha mai detto di voler fare politica il suo è un movimento spontaneo.E' informazione fatta in modo alternativo da cittadini stanchi di questa casta politica.Il pregio di Beppe Grillo è che riesce a farmi ridere di cose serissime

5
04 Mar 2010
alle 21:43

Carneade

Grillo e' uno dei pochi in Italia che fa controinformazione. Ovviamente non ha sempre ragione e sbaglia anche lui come tutti ma in un paese dove si rischia una informazione alla Pol Pot e' un bene che Grillo esista. Poi OVVIAMENTE non puo' essere Grillo l'alternativa a Berlusconi, quella dovrebbe costruirla il centrosinistra, se solo esistesse...

4
04 Mar 2010
alle 12:28

Petra

Riccardo, su Grillo mi trovi completamente d'accordo. Avrebbe dovuto limitarsi a fare il bravo attore comico che era, magari fare anche un po' di opinione ma non erigersi di certo a capo-popolo!!

3
04 Mar 2010
alle 12:22

Riccardo Spiga

Petra, Grillo mi piace come comico, come leader politico comincia a stancarmi parecchio.

Tore, tanto per essere precisi: i dati esposti nella ricerca che hai linkato riguardano le persone che usano abitualmente internet, non l'intera popolazione. Risulta che il 92% di quelli che navigano in Italia legge le news? Già, ma se guardi i numeri dei motori di ricerca, viene fuori che gli internauti italiani cercano, nelle news, roba come Grande fratello, Amici o Lady Gaga, non esattamente temi politici.

In più resta il fatto che quasi il 60% degli italiani non accede alla rete e quasi non sa cosa sia internet (dati dell'Unione Europea del 2009). Questo è il dato importante e imprescindibile per cominciare qualsiasi discorso. La tv, per intenderci, la guarda quasi il 100% della popolazione.

PS Chi ha scritto l'articolo sostenendo, nel sommario, che "il 92 per cento degli italiani cerca news on line" è l'ennessimo giornalista che non sa leggere i dati.
1
04 Mar 2010
alle 11:15

Petra

Purtroppo è vero, lo strapotere della tv (che condiziona e influenza terribilmente la percezione di ogni cosa nella società d’oggi) è innegabile!

Ho apprezzato anche l’interpretazione realistica a tutto quel movimento che gira intorno a Grillo, ogni forma di proselitismo penso sia deleteria e pericolosa.

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