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Miss Italia e l'esercito dei cloni: dal pensiero unico alla bellezza unica il passo è breve

Martedì 15 Settembre 2009, 10:05 in tv e show, tv e telespettatori di
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La cosa che più salta all'occhio assistendo a un concorso di bellezza, ovviamente Miss Italia di quest'anno non fa eccezione, è la straordinaria somiglianza tra le candidate reginette; dopo un po' ti sembra quasi di avere di fronte un esercito di cloni. Non esattamente come quelli di Guerre stellari ma ci siamo capiti, spero.

Insomma, i concorsi di bellezza, come le sfilate di moda, propongono un'idea del bello fortemente stereotipata: anche se a Miss Italia formalmente sono state levate dal regolamento le indicazioni su taglie e misure entro cui rientrare per partecipare, il panorama non è cambiato. Tutte le aspiranti miss ricalcano lo stesso ideale estetico: molto giovani, piuttosto alte, molto magre, ventre piattissimo, poco seno, capelli lunghi e niente piercing o tatuaggi vistosi. In altre parole è il modello della mannequin, quello imposto dalla moda e dagli stilisti, notoriamente quasi tutti gay.

Ma la bellezza è un concetto relativo per eccellenza, tant'è che varia a seconda della latitudine, del tempo e delle persone. Un concorso di bellezza, sempre che manifestazioni del genere abbiano un minimo senso, dovrebbe essere un tripudio di forme, colori e lineamenti i più diversi possibili.

Voglio chiarire, prima che mi si accusi di proporre le solite stramberie da sociologo, che non sto parlando di far sfilare Mariangela Fantozzi. Facciamo degli esempi. Chi l'ha detto che la più bella d'Italia debba avere un'età compresa tra i 18 e i 26 anni? Perché non potrebbe averne più di trenta (come per esempio Elisabetta Canalis) o più di quaranta (come per esempio Monica Bellucci)?

E chi l'ha stabilito che deve essere pelle ed ossa e non sanamente formosa come Maria Grazia Cucinotta o Manuela Arcuri o una Cristina Dal Basso magari senza silicone aggiunto? E perché non può essere bassa? Kyle Minogue, una delle donne più sexy dello spettacolo, è alta 1,51 centimetri e ha affascinato milioni di uomini. Quante Kyle italiane ci saranno?

Sembra proprio che la tv non riesca a fare a meno di imporre un pensiero unico e dei modelli di riferimento spacciati come "normali", interessa poco se positivi o negativi, il che tra l'altro è sempre opinabile. Il fatto è che ogni modello unico è negativo, perché esclude gli altri, perché elimina la diversità e la varietà, che sono il bello (appunto) della vita. E il nutrimento del cervello e dell'autonomia di pensiero.

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15 Set 2009
alle 11:46

Paul S

Evidentemente rispondono a politiche e meccaniche di un certo tipo: appoggiate da non so quali sponsor e sostenute da associazioni di vario genere, le ragazze che vincono hanno l'occasione di inserirsi nel Mondo della Moda e della Bellezza, che - come giustamente affermi - si basa su alcuni celebri stereotipi. Se non avessero quei requisiti, non potrebbero farne parte. Da qui, l'empasse: ogni anno viene declinato (senza remore) un tipo specifico di beltà. Il che, alla luce di quanto appena detto, può essere anche comprensibile: basterebbe solo tener conto che il concorso 'Miss Italia' non rappresenta più tutte le italiane, ma solo quelle che hanno l'ambizione di entrare in un certo ambiente.

 

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