La TV che cambia il mondo
Nel mai troppo rimpianto settimanale satirico Cuore, di cui sono stato un entusiasta lettore, trovava spazio una rubrica, secondo me geniale, intitolata "Parla come mangi". Il curatore riportava dichiarazioni di politici e personaggi pubblici o articoli della stampa e, in modo divertente e parodistico, li "traduceva", ovvero tentava di riportare cosa realmente i soggetti in questione avessero voluto dire, al di là della diplomazia d'obbligo e delle frasi di cricostanza.
Leggendo la lettera che Piersilvio Berlusconi ha scritto a Mike Bongiorno, per rispondere alle accuse del vecchio presentatore che si è sentito tradito dall'azienda in cui ha lavorato una vita, mi è subito tornato in mente quell'esilarante esperimento di Cuore. E mi è venuta voglia di provare a replicarlo. Ecco dunque la lettera di Piersilvio e, in corsivo, la traduzione politicamente scorretta: quello che il vicepresidente di Mediaset avrebbe voluto dire ma che evidentemente non poteva scrivere in termini così espliciti.
Caro Mike, vorrei esprimerti ancora, anche pubblicamente, la stima, l'affetto e la riconoscenza che nutro nei tuoi confronti dopo tanti anni di lavoro comune.
Caro Mike, devo per l'ennesima volta esprimerti pubblicamente stima e affetto per non essere massacrato dalla stampa. Spero che sia l'ultima, perché francamente comincio a rompermi le palle.
Quanti incontri, quante cene, quanti tuoi programmi ho visto partire dal fondo dello studio. Primi anni Novanta, io lavoravo già, e tu eri uno splendido settantenne che passava da una trasmissione all'altra, Tutti per uno, La ruota della fortuna, Bravo Bravissimo ecc. Contratti rigidissimi e rare deroghe giusto per Sanremo e dintorni.
Per anni hai lavorato in quest'azienda guadagnando una vagonata di soldi e ti abbiamo pure concesso il lusso di andare a fare Sanremo, nonostante avessi un contratto in esclusiva con noi.
Così è stato fino al dicembre 2008. Anno dopo anno, ferree esclusive che ti compensavamo con generosità. Anche a costo, in assenza di programmi giusti, di essere costretti a tenerti in panchina.
Tutto questo è durato fino a dicembre 2008, quando in termini di ascolti non valevi più una fava ed eravamo costretti a pagarti milioni di euro per startene a casa a rigirarti i pollici.
Qualche mese fa ci siamo chiesti: ma è giusto? Non sarebbe meglio svincolare Mike, lasciandolo lavorare anche per altri, e per il 2009 negoziare volta per volta singole prestazioni alla sua altezza?
Qualche mese fa ci siamo chiesti: ma siamo impazziti? Ma cosa ce ne facciamo di Mike Bongiorno? Per cosa lo stiamo pagando?
Mike merita un programma di prestigio, un programma che faccia ascolti: quando lo troveremo o quando lui ce lo proporrà accendiamo le luci dello studio e si parte. Tutto questo ti è stato spiegato in modo trasparente.
Ora Mike, abbiamo cercato di spiegartelo in mille modi: siamo una tv commerciale e per campare abbiamo bisogno di fare ascolti. Tu non raggiungi da un pezzo i risultati richiesti e quindi non ci servi più: è così difficile capire un concetto così semplice?
Ed ecco perché, caro Mike, nessuno ti ha consegnato targhe ricordo, nessuno ha organizzato tristi cerimonie degli addii con brindisi e regalo. Perché Mediaset, se vorrai, sarà sempre casa tua: non ci sono sfratti.
Ok, hai ragione: forse avremmo potuto usare un po' più di tatto, organizzare una festa o regalarti una stupida targa, ma adesso è troppo tardi, non credi? Ci faremmo la figura dei fessi e degli ipocriti! Comunque puoi passare a trovarci quando vuoi, per un caffè e due chiacchiere.
Ora sei un professionista libero, con la tua storia impareggiabile. Potrai lavorare per noi ma potrai anche non farlo se non ti va. Non hai obblighi. Nemmeno quello della riconoscenza. Un abbraccio forte
Adesso arrangiati: sono proprio curioso di vedere cosa riuscirai a combinare.
non odiarmi se puoi.
come non e' vero sei tè.e non si ricordano più.
e ogni volta che non sono coerente,ogni volta che qualcuno si preoccupa per me,
ogni volta che rimango con la testa tra le mani,e ogni volta che cammino e mi sembra di averti vicino,
Io vivò,vivo per lei niente altro ho.Vivo pe lei che mi fà vibrare forte l' anima,è una musa che ci invita a sfiorarla con le dita, vivo per lei che sà essere dolce e sensuale,IO VIVO PER LEI.Pause note e libertà.La prima volta lò incontrata non mi ricordo come mà mi è entrata dentro e c' è restata.Come uno stereo in camera chi era dasolo adesso sà.E' amore produce.
Guardate che forse non serviva neanche fare questa, comunque bellissima, "traduzione" della lettera del Berlusca Jr ; io la trovo già terribilmente irrispettosa di suo, è incredibile !!!! (sembra scritta da un bambino, quasi)
ahahah... fortissimo... fanne altri così!
troppo forte!!
mitico Riccardo :-D
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alle 14:03
margherita
Sorridi, abbassi gli occhi un istante e dici non credo di essere cosi importante