La TV che cambia il mondo
Diciamo che la notizia potrebbe essere che Maurizio Gasparri, il più televisivo di tutti i politici dopo Silvio Berlusconi, è capace di scrivere un libro, ma forse a sottolinearlo saremmo troppo cattivi.
E allora ricominciamo: la notizia è che, invitato alla trasmissione Tetris di la 7, il capogruppo del Pdl al Senato si è visto lanciare in terra il suo amato volume dopo la presentazione del conduttore Luca Telese e ha abbandonato lo studio. A nulla sono servite le spiegazioni di Telese sul fatto che non ci fosse niente di personale e che in trasmissione sia prassi lanciare i libri di tutti, il nostro Maurizio è scattato dalla sedia ed è andato via.
Ora, credevo che non sarei mai arrivato a dire una cosa del genere, ma forse - se vogliamo considerare il saggio di Gasparri un libro - beh... potrebbe quasi avere un po' di ragione. Ecco, ce l'ho fatta, che fatica!
Giusto Paul: la democrazia non è anarchia. io sono libero nella misura in cui la mia libertà non limita la tua!!!!
Riguardo alla moda del "così fan tutti" o così faccio con tutti in effetti ha veramente stancato. E poi chi sa perché si va sempre verso il livello più basso: le cose positive che fanno tutti (poche ormai) non si imitano, quelle più becere sì. Di questo passo l'educazione sarà un valore a rischio di estinzione. :(
Il fatto che il presentatore affermi che lo fa con tutti penso riassuma piuttosto bene il problema di fondo, ovvero che ci stiamo talmente abituando alla maleducazione altrui che ormai molte cose passano quasi inosservate. La mancanza di tatto, di eleganza e di garbo in molti ambienti ed in molti contesti è palese, credo. E' il solito vecchio discorso che tiro fuori ogni volta: "democrazia" non è sinonimo di "anarchia". Tu (io, noi, voi, essi) hai dei diritti, ma anche dei doveri. Non hai diritto, in sintesi, di fare quel che ti pare senza attenzione nè ritegno; hai diritto di far quel che ti pare nel rispetto tuo e degli altri.
fermo restando che il libro di Gasparri non lo leggerei mai, odio e sottolineo ODIO chi maltratta i libri: mi viene la pelle d'oca solo a vedere quelli che non riescono a leggere senza spiegazzare margini e angoli con i gomiti, che li pasticciano alla bell'è meglio. Quelli di scuola li sottolineavo col righello!!!
Chissenefrega se Telese lo fa con tutti: chi non si è mai lamentato finora ha sbagliato! Non è una questione di rispetto all'autore, ma alla cultura in generale e un insegnamento ai giovani. A casa mia il pane non può essere messo sul tavolo appoggiato alla rovescia: mio padre dice che è una mancanza di rispetto non per i panificatori, ma per chi non può permetterselo. Per me è lo stesso coi libri: non me l'ha insegnato nessuno, a differenza di come di deve mettere il pane sul tavolo, ma mi viene da dentro, dall'amore per la cultura che ho sviluppato negli anni di studio, da sola, senza imposizioni. Per me la cultura è libertà, un modo per elevarsi o per esprimere il proprio essere. Mancare di rispetto ai libri vuol dire non rispettare gli altri: chi oggi non può permettersi di usufruire di questa importante via di libertà e autoaffermazione.
Su una cosa Gasparri ha ragione: i libri non si bruciano e non si buttano!
Certo che anche tu hai ragione: che fatica dare ragione certe volte! ;-)
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alle 10:12
Riccardo Spiga
Non aggiungo nulla perchè sono completamente d'accordo con voi. Anzi, aggiungo che questa mania di lanciare ogni cosa, per fare scena, ha decisamente rotto le scatole.