La TV che cambia il mondo
Ieri è proseguita la maratona televisiva sul terremoto in Abruzzo, con le immagini sulla devastazione dell'Aquila e dei paesi vicini riproposte senza tregua e con le solite interviste ai feriti e agli sfollati, ognuna tragicamente uguale all'altra.
Ormai sul territorio aquilano imperversano frotte di giornalisti di ogni testata e trasmissione che pensano di fare informazione riprendendo la disperazione della gente, raccontando di vecchiette che hanno atteso i soccorsi lavorando a maglia e importunando le persone con domande che si guarderebbe bene dal porre persino un bambino di quinta elementare: come state? Cosa farete adesso? Mah, indovini un po' signor cronista.
Intanto il Tg1 dell'ora di pranzo, e in forma più stringata nell'edizione della sera, dà lettura di una specie di bollettino dell'Auditel attraverso cui ci comunica, compiaciuto, di avere vinto la gara degli ascolti per quanto riguarda la copertura giornalistica del terremoto. Sarebbe una notizia? Vogliono un applauso o un brindisi con champagne? Non è dato sapere.
Il Tg2 fa quasi peggio: intervista Emanuele Filiberto di Savoia nelle vesti di volontario vip all'Aquila. Per fortuna si astengono dal chiedergli di improvvisare due passi di danza sulle macerie. C'è solo da sperare che in cambio del suo aiuto il principe non chieda indietro il Regno di Sardegna.
A sera arriva Ballarò e si occupa immediatamente dell'ospedale del capoluogo abruzzese, costruito negli anni 90 secondo le più stringenti norme antisismiche e oggi incredibilmente mutilato sotto le scosse del sisma, e della casa dello studente, anch'essa scandalosamente franata come un castello di carte. In studio si discute con politici ed esperti della situazione edilizia del nostro paese, delle strategie per la ricostruzione, delle norme disattese e delle responsabilità sul caos della scelte urbanistiche dei comuni italiani. Insomma, bisogna aspettare fino alle nove ma alla fine si trova ancora qualcuno che sa fare giornalismo.
La più bella della carrellata è "Gli sciacalli arrestati sono italiani"
concordo perfettamente con quanto letto... il problema generale è quello dell'informazione italiana. Diciamocelo chiaramente, abbiamo dei giornalisti che non hanno un minimo di professionalità eppure stan li come scimmie ammaestrate a occupare redazioni per chi sa quale motivo.
Il mio ovviamente è un discorso generale e, anche se non ha nulla a che vedere con la tv, trascrivo una sequenza di notizie flash tratte dal sito di Repubblica di oggi...le trascrivo integralmente:
16:09 Onna, fermati due sciacalli con 80mila euro di refurtiva Ad Onna, la Polizia ha fermato due sciacalli con 80mila euro di refurtiva
16:14 Gli sciacalli arrestati sono italiani I due sciacalli arrestati sono italiani
18:39 La Polizia: "I due fermati a Onna non sono sciacalli" La Polizia avrebbe smentito che i due fermati a Onna questo pomeriggio siano degli sciaccalli
18:43 Rilascate le due persone accusate di sciacallaggio Sono stati rilasciate le due persone fermate a Onna perchè sospettate di sciacallaggio dalla Polizia di Stato. I due uomini erano stati trovati in possesso di 80.000 euro in contanti. Al termine di un controllo effettuato in Questura, secondo quanto riferisce la Polizia, le due persone hanno saputo dimostrare la legittima provenienza e disponibilità del denaro
E questi sarebbero giornalisti....
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alle 11:12
Riccardo Spiga
Temo che a breve alcuni giornali scriveranno direttamente : gli arrestati non sono rumeni.