La TV che cambia il mondo
Entro sei mesi la Rai dovrebbe attivare un nuovo sistema di rilevazione statistico (valido solo per le sue trasmissioni) pensato per rendere pubblico il giudizio dei telespettatori sui programmi mandati in onda il giorno prima. Insomma accanto ai dati Auditel, che indicano quante persone si sono sintonizzate su una determinata rete, avremmo anche i valori del Qualitel - così è stato battezzato il nuovo strumento - che dovrebbe costituire una specie di classifica della qualità di ciò che viene trasmesso in tv.
Questa bella trovata, di cui in verità si parla da anni, costerà alla Rai circa cinque milioni di euro e concretamente si baserà sulle risposte di un campione composto da alcune migliaia di italiani, che verranno intervistati quotidianamente e sollecitati ad esprimere un voto sui programmi visti in tv (la valutazione probabilmente sarà espressa in una scala da uno a cento).
Ora, a parte il costo non indifferente dell'operazione, viene da domandarsi a cosa possa servire uno strumento del genere. Perché, parliamoci chiaro, il gradimento dei telespettatori è già fornito dai dati dell'Auditel: se uno vede un programma è perché, in qualche modo, gli piace e gradisce ciò a cui assiste, altrimenti per cosa resterebbe sintonizzato? Per masochismo?
In realtà il Qualitel sembra pensato apposta per fare felici i tanti benpensanti e ingenui che, da sempre, sostengono che la televisione sia peggiore del pubblico che la guarda. Molti non vedono l'ora di stroncare i discussi campione dell'Auditel con i nuovi dati qualitativi: pensate che manna per molti editorialisti politicamente corretti commentare la bocciatura del Qualitel sui trionfatori dell'audience, dal Grande fratello all'Isola dei famosi.
Ma, diciamoci la verità, la televisione viene seguita così assiduamente perché piace, reality show e altre baracconate comprese: è lo specchio dell'Italia, così come il parlamento, che non è affatto -come si illude qualcuno - peggiore del paese. Poi certo, i dati del Qualitel molto probabilmente stroncheranno i programmi spazzatura con giudizi pessimi, ma tutti sappiamo come la cosa funzionerà: lo sport preferito degli italiani è parlare male della televisione, salvo poi non riuscire a perdersi neppure un minuto di quello che criticano. È come per i programmi culturali: nei sondaggi tutti dicono di volerli, poi vai a consultare l'Auditel e nessuno li guarda. Molto probabilmente la Rai farebbe meglio a risparmiarsi i soldi e noi a metterci il cuore in pace: il Grande fratello è lo specchio reale del paese.
Lacrimablu, se non ho capito male quando il Gf non ti è più piaciuto hai smesso di guardarlo, no? Ecco, se tutti avessero fatto come te oggi il Gf non avrebbe più spettatori e verrebbe cancellato dalla programmazione. Senza bisogno di Qualitel.
Scusa Riccardo ma non sono d'accordo...io prima guardavo sempre Grande Fratello, quando ho cominciato a vedere che si stava veramente esagerando, e che si stava cadendo in un livello talmente basso che nemmeno sprofondare sarebbe stato peggio, ho deciso di cambiare e se fosse per me quest'anno avrebbe chiuso i battenti da un pezzo
Certo il QUALITEL dovrebbe essere in mano a quelle persone coerenti come me che quando capiscono che certe cose fanno + male che bene decidono di dare un taglio netto...proporrei dei test d'intelligenza da fare prima di decidere a chi darlo ;)
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alle 18:31
Marcello
Il problema è che non ci si può fidare nemmeno dell'Auditel. E non lo dicono solo i benpensanti, ma anche qualche emittente.